Fucking Good Art
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Fucking Good Art (best students hungry dirty lesson) nasce da un pranzo conviviale tra Marco Cingolani e dodici suoi ex allievi, trasformato in una lezione collettiva sull’arte, la memoria e la libertà creativa. La mostra, a cura di Antonio Grulli con Manuela Parrino, celebra la trasmissione tra maestro e studenti, la comunità artistica e la pittura come spazio di dialogo e crescita condivisa.
Informazioni aggiuntive
| Autore/i | |
|---|---|
| Genere | |
| Publisher | |
| Anno di Pubblicazione | 2025 |
| Pagine | 90 |
| ISBN | 979-12-210-9694-1 |
| Lingua | Italiano e Inglese |
| Formato | Libro Cartaceo |
| Spedito da |
Descrizione
Descrizione
Fucking Good Art (best students hungry dirty lesson) nasce da un gesto semplice e conviviale: un pranzo. Il 6 settembre 2025, U-Art-P ha invitato Marco Cingolani – il Professore – e dodici artisti, suoi ex allievi all’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino e all’Accademia di Brera di Milano, a ritrovarsi attorno a una tavola nella sede dell’associazione, The Place a Bergamo.
Tra piatti, appunti e ricordi, la conversazione si è trasformata in una vera e propria lezione a più voci: si è parlato di pittura, di ironia, di memoria, del tempo lungo dell’apprendimento e della libertà che nasce dal lavoro condiviso.
Come scrive Manuela Parrino nel catalogo della mostra, “più che un tavolo, era un piccolo laboratorio in equilibrio tra briciole e appunti. L’arte non si interrompe mai, nemmeno a tavola.”
Da quell’incontro prende forma la mostra, a cura di Antonio Grulli con la collaborazione di Manuela Parrino, che riunisce le opere di Marco Cingolani e dei suoi allievi: Andrea Mastrovito, Eleonora Mariani, Emilio Gola, Erik Saglia, Ermanno Brosio, Gabriele Napoli, Giorgio Bernasconi, Marco Paleari, Marco Pio Mucci, Martina Cassatella, Roberto De Pinto e Victoria Stoian.
Un progetto che riflette sul valore della trasmissione, della comunità e della pratica artistica come gesto collettivo. “Ogni artista uscito dal suo atelier è differente da tutti gli altri”, scrive Antonio Grulli. “Cingolani sa far emergere da ciascuno una visione dell’arte che corrisponde anche a un’anima.”
Fucking Good Art racconta così la continuità di un dialogo tra maestro e allievi, tra generazioni e linguaggi, dove la pittura diventa ancora una volta un modo per stare insieme, interrogarsi e crescere.

